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Le parole dimenticate di Gesú / A cura di Mauro Pesce

Por: Idioma: Italiano Lenguaje original: Italiano Editor: Milán : Arnoldo Mondadori, 2004Descripción: 814 páginas. ; 21 cmTipo de contenido:
Tipo de medio:
Tipo de soporte:
ISBN:
  • 9788804513476
Tema(s): Clasificación CDD:
  • 229.8 22
Resumen: In questo libro, curato da Mauro Pesce, vengono rccolte le parole di Gesú, contenute in testi greci e latini, che non appartengono ai quattro Vangeli canonici. Cosa ha veramente detto Gesú, nella sua apparizione terrena? Con lo sviluppo degli studi, la risposta diventa sempre piú difficile. Dopo la morte di Gesú. in Palestina e poi in tutto l'ambiente cristiano, era diffusa una multitudine di suoi detti. I quattro evangelisti ne fecero ognuno una scelta, secondo lo scopo che si prefiggevano scrivendo il loro Vangelo. Ma molti detti rimassero fuori da questa scelta. Alcuni di essi, anteriori ai Vangeli, sono confluiti nelle lettere di Paolo, che per esempio conserva le parole sulla fine del mondo che i Vangeli aboliscono: un grido, una voce di arcangelo, la tromba di Dio, la discesa del Cristo, la resurrezione dei morti. Molto altri detti, di cui non possiamo mettere in dibbio l'antichitá, rimasero esclusi anche dalle lettere di Paolo e dagli altri scritti del Nuovo Testamento. Sino a poco tempo fa, gli studiosi li ritenevano tarde invenzioni o rielaborazioni di tipo gnostico. Oggi, invece, pensano che fossero accolti con piena fiducia dai gruppi cristiani ameno fino al IV secolo, cuando la Chiesa finí per vedere solo nei quattro Vangeli la voce autentica di Gesú.
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Tipo de ítem Biblioteca actual Signatura topográfica Copia número Estado Código de barras
Libro Libro Seminario Conciliar General 229.8 P372 Ita (Navegar estantería(Abre debajo)) Ej.1 Disponible 91013829

Scrittori Greci e Latini.

In questo libro, curato da Mauro Pesce, vengono rccolte le parole di Gesú, contenute in testi greci e latini, che non appartengono ai quattro Vangeli canonici. Cosa ha veramente detto Gesú, nella sua apparizione terrena? Con lo sviluppo degli studi, la risposta diventa sempre piú difficile. Dopo la morte di Gesú. in Palestina e poi in tutto l'ambiente cristiano, era diffusa una multitudine di suoi detti. I quattro evangelisti ne fecero ognuno una scelta, secondo lo scopo che si prefiggevano scrivendo il loro Vangelo. Ma molti detti rimassero fuori da questa scelta. Alcuni di essi, anteriori ai Vangeli, sono confluiti nelle lettere di Paolo, che per esempio conserva le parole sulla fine del mondo che i Vangeli aboliscono: un grido, una voce di arcangelo, la tromba di Dio, la discesa del Cristo, la resurrezione dei morti. Molto altri detti, di cui non possiamo mettere in dibbio l'antichitá, rimasero esclusi anche dalle lettere di Paolo e dagli altri scritti del Nuovo Testamento. Sino a poco tempo fa, gli studiosi li ritenevano tarde invenzioni o rielaborazioni di tipo gnostico. Oggi, invece, pensano che fossero accolti con piena fiducia dai gruppi cristiani ameno fino al IV secolo, cuando la Chiesa finí per vedere solo nei quattro Vangeli la voce autentica di Gesú.

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